Liceo di Mendrisio: promozioni, recuperi e mito della selettività
Verificato al 13 settembre 2026.
In tre punti
- Il liceo ticinese non prevede l'equivalente generale del giudizio sospeso italiano.
- Nel 2024/25 a Mendrisio risultava promosso il 71,3% degli iscritti alla prima classe.
- Definire un sistema selettivo non dimostra, da solo, che il sistema produca più apprendimento o maggiore equità.
Come leggere questi numeri
Le percentuali servono a quantificare il rischio organizzativo per una famiglia, non a prevedere il destino del singolo studente. Devono essere lette insieme alle regole di promozione, alle possibilità di sostegno durante l'anno e alle alternative realmente disponibili dopo un esito negativo.
Debiti e recuperi: la differenza con il sistema italiano
Nel sistema italiano uno studente può trovarsi, allo scrutinio di giugno, in una delle seguenti situazioni:
- ammesso alla classe successiva;
- non ammesso;
- con giudizio sospeso in una o più discipline, con verifica dopo il recupero estivo.
Nel liceo ticinese non esiste un equivalente generale di questa terza categoria. Possono esistere corsi di sostegno, aiuti durante l'anno e una valutazione complessiva del consiglio di classe, ma la decisione finale di promozione non viene normalmente rinviata a una sessione estiva di recupero delle singole insufficienze.
Per una famiglia proveniente dall'Italia la conseguenza è sostanziale: non bisogna presumere che una situazione insufficiente a giugno possa essere sanata con il meccanismo dei “debiti”. In Italia il giudizio sospeso non garantisce la promozione, ma concede a una parte rilevante degli studenti un'ultima possibilità formalizzata; in Ticino quella finestra generale non esiste. È opportuno conoscere già durante l'anno:
- le condizioni esatte di promozione;
- quali insufficienze possono ancora essere compensate;
- quali interventi di sostegno sono disponibili;
- entro quando vanno attivati;
- quali sarebbero le conseguenze di una mancata promozione.
Intermezzo estivo. In Italia un'insufficienza può trascorrere l'estate in compagnia di un corso di recupero. Nel liceo ticinese l'estate rimane normalmente estranea alla procedura: una soluzione certamente riposante, soprattutto per la procedura.
Promozioni ed esiti al Liceo di Mendrisio
Il Rendiconto cantonale pubblica il numero di allievi e la percentuale dei promossi per sede e anno di corso. Per il 2024/25 riporta per Mendrisio:
| Classe | Allievi | Promossi | Differenza rispetto al 100% |
|---|---|---|---|
| I | 149 | 71,3% | 28,7% |
| II | 142 | 82,6% | 17,4% |
| III | 123 | 93,9% | 6,1% |
| IV | 154 | 98,1% | 1,9% |
Fonte: Rendiconto 2025 del Consiglio di Stato, allegato statistico DECS, tabella 5.T14.
La differenza rispetto al 100% non equivale automaticamente al tasso di bocciatura. La nota metodologica cantonale comprende fra gli altri esiti anche abbandoni, cambi di percorso, sospensioni e passaggi alla formazione professionale. La formulazione corretta è quindi “esiti diversi dalla promozione”, salvo disporre di una scomposizione ulteriore.
Per evitare di scegliere un solo anno favorevole alla propria tesi, è utile leggere una serie pluriennale. Le percentuali di promossi a Mendrisio riportate nelle tabelle cantonali sono:
| Anno scolastico | I | II | III | IV |
|---|---|---|---|---|
| 2021/22 | 78,6% | 86,0% | 91,8% | 96,2% |
| 2022/23 | 67,4% | 83,8% | 88,3% | 98,6% |
| 2023/24 | 67,9% | 74,5% | 89,5% | 98,1% |
| 2024/25 | 71,3% | 82,6% | 93,9% | 98,1% |
Fonti: allegati statistici dei Rendiconti cantonali 2022, 2023, 2024 e 2025.
La media aritmetica semplice delle quattro percentuali annuali è 71,3% in prima, 81,7% in seconda, 90,9% in terza e 97,8% in quarta. Non descrive il percorso di una singola coorte, perché ogni colonna raccoglie gruppi diversi di studenti; segnala però un andamento ricorrente: la quota di promossi è nettamente più bassa nel primo biennio e cresce negli anni successivi.
“Selettivo”: descrizione, non decorazione
Nel dibattito sulla scuola ticinese, un tasso elevato di insuccessi viene talvolta riassunto con la parola “selettivo”, pronunciata quasi fosse già una valutazione positiva. Ma selettivo descrive l'esistenza di un filtro; non dimostra che il filtro insegni bene, selezioni secondo criteri equi o produca risultati migliori.
È istruttivo leggere le formulazioni nate dentro lo stesso sistema. La ricerca Tra incognite e opportunità, voluta e sostenuta dall'allora Ufficio dell'insegnamento medio superiore e pubblicata nella raccolta di ricerca educativa del DECS, definisce la scuola media superiore ticinese «una scuola esigente e in questo senso percepita come elitaria o selettiva». Subito dopo, però, precisa che «il tasso di insuccessi [...] è, per tutti, troppo elevato» e pone interrogativi sulla capacità del sistema di garantire insieme qualità ed equità (pp. 61-62). Già nell'introduzione la crescita storica della selettività non è presentata come un blasone: diventa una questione da studiare in rapporto a successo scolastico, transizione, territorio e condizioni socio-economiche (pp. 7-8).
Anche il DECS, nella descrizione attuale del Piano degli studi liceali, afferma che «l'insegnamento è concepito come sviluppo di competenze e coinvolge l'allievo nei processi di apprendimento» (Piano degli studi del Liceo). La qualità dovrebbe dunque essere valutata rispetto a questi obiettivi: progressi di apprendimento, preparazione agli studi superiori, equità, benessere, trasferimenti e abbandoni, tempo effettivo necessario per conseguire il diploma. La sola quota di non promossi non misura nessuno di questi risultati. Premia il rigore soltanto se si è già deciso, in partenza, che produrre più esclusi sia la definizione del rigore.
Va inoltre evitato un classico selection bias, più precisamente un survivor bias: confrontare il 71,3% di promossi in prima con il 98,1% in quarta e attribuire l'aumento alla qualità del metodo. Non sono gli stessi cento studenti seguiti nel tempo; nelle classi successive la popolazione è già stata modificata da ripetenze, abbandoni e cambi di percorso. Il dato può essere compatibile con un buon insegnamento, ma non lo dimostra. Dimostra, con notevole puntualità, che chi non è più nel gruppo non abbassa più la percentuale del gruppo.
Nota per aspiranti MIT. La parola “selettivo” gode di una carriera sociale invidiabile: prende un esito negativo, gli mette una cravatta e lo presenta come prestigio. Anche il MIT di Boston è selettivo; Mendrisio, però, non diventa il MIT perché a giugno ha più sedie vuote. Prima servirebbe rispondere alla piccola domanda che la cravatta tende a nascondere: selettivo secondo quale misura, verso quale obiettivo e con quali risultati successivi?
Prima il confronto omogeneo: gli altri licei ticinesi
La stessa tabella cantonale consente un confronto corretto per fonte, anno e definizione. Nel 2024/25 le percentuali di promossi nei sei licei cantonali erano:
| Liceo | I | II | III | IV |
|---|---|---|---|---|
| Bellinzona | 62,3% | 74,9% | 93,8% | 100,0% |
| Locarno | 77,5% | 87,2% | 93,5% | 97,8% |
| Lugano 1 | 81,8% | 94,2% | 96,0% | 98,5% |
| Lugano 2 | 72,2% | 88,0% | 96,3% | 98,3% |
| Lugano 3 | 71,6% | 82,5% | 90,7% | 100,0% |
| Mendrisio | 71,3% | 82,6% | 93,9% | 98,1% |
Nel primo anno Mendrisio è quindi dentro un intervallo cantonale molto ampio, dal 62,3% all'81,8%; non è la sede con la percentuale più bassa. Anche negli anni successivi non emerge come un'anomalia isolata. Questo non rende irrilevante il 71,3% di prima: mostra però che la selettività iniziale riguarda il sistema liceale cantonale in misura diversa fra sedi, non soltanto Mendrisio.
Le differenze fra sedi non spiegano da sole le cause. La tabella non controlla preparazione in entrata, opzioni, composizione delle classi, cambi di percorso o numerosità; non va quindi trasformata in una graduatoria della “qualità” dei licei.